I fiori rossi della luna



mercoledì, 01 luglio 2009

Avrei voluto focalizzarlo bene

 

la mort 01

G.Klimt

La Morte 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avrei voluto focalizzarlo bene
quel punto di non ritorno
[ restava il frullo dei gufi a alzare
la voce alla paura]
nel lento incedere della notte a camminarsi
a stratti come una battona strafatta di coca.

Portavo i miei occhi asciutti a piangere
se vuoi a maledire di perchè senza risposta.

La voce stridula dell'incertezza premeva a bestia
sulle tempie del mattino
evaporandosi di rosa sul balconcino dei gerani
che pendevano i loro colori accesi di sotto in giù
e sembravano volersi fondere
nel crogiuolo del preannunciato giorno

a chiedersi meglio
di quell'assurdo punto di non ritorno :

- chissà com'è -

domenica, 28 giugno 2009

Santa Sara la Nera- Kali -

santasaralanera 

Santa Sara la nera, cuore chiodato da stelle

spalanca il mantello sul seno palpitante.

L'alba dalla ruvida bocca rende spinoso il sentiero

sotto al ponte di cemento dove la morte famelica

si saziò di giovane carne.

 

Si chinò, Santa Sara la Nera   raccogliendo silenzi di rane,

campanule azzurre della primavera e  di grida

un fascio dei bimbi Rom

aculei  le trafissero il seno di latte

mentre il soffio di satiro del vento lontano portava

tutto quello che era rimasto

di chi arse nella capanna di sterpi e canne

accanto al fiume mormorante.

 

 

mercoledì, 24 giugno 2009

L'altra

klimt 4Forse avrei voluto  chiedermi

- o avrei dovuto nascermi - altra:

rossa inargentata quando la luna

schiocca

le sue lunghe dita inanellandosi

di notturnonero tutto stinto, detto anche cielo.

Però

m'incanto tacendoti che tanto amarti

è schiaffo di vento e punto

 

sola mi resto in accenno  indefinito

e conosciuto a morte

-  o forse ancora vivo e sfilacciato -

in un atomo di mercurio insanguinato.

 

Ieri l'altro ero inciampata cadendo                                             Gustav Klimt

in un mare finto tutto ridipinto

di scioccoazzurro ero pronta a chiedere

uno straccio di tempo rubandolo

a un sussurro

o a qualche penna pendula perduta

forse da un cigno

chissà.

 

 

 

domenica, 21 giugno 2009

Tu resti in ogni cosa

klimt the poetry

Gustav Klimt-the poetry

Tu resti in ogni cosa, fisso immobile

come pittura beata appesa alle lisce pareti

del mio pensiero a trafiggere col tuo chiodo dorato

la mia fronte.

Fermo, come il sole statico del tramonto 

che  trabocca un così intenso colore, brindando luce

nel calice sospeso della vita.

Immoto, come un mobile, ornamento vasto e bizzarro

armato, assistito da serrature ermetiche, ravvolte

-anime raffinate- su se stesse.

 

Tu resti fermo in ogni cosa, anima mia

mia sinfonia certa e misteriosa.

 

mercoledì, 17 giugno 2009

Ho bisogno ( leggendo Alda Merini )

AAAALDAMERINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                           Ho bisogno ( leggendo Alda Merini )

 

Sono di piombo i teschi per questo non piangono.

Libero vascello, sopra gli occhi il vento curva.



Ho bisogno di presenze.


In maree scintillanti d'ombre la luce evoca un giardino di rose
che mi urge.

Fitti e stretti alla chioma del grande melo frutti maturi rosseggiano.



Ho fame di sentimento.
 

Piegato da un dardo invisibile e acuto oblioso del suo peccato
tutto il tuo autunno mi è pressato dentro.


Ho bisogno di parole


di parole
che fino al giorno del giudizio sputino inchiostro.
Di sogni
che abitino gli alberi sulla collina.
Di canti
che facciano vibrare le arpe sui cespi fioriti e sulle gremigne voraci.
Di luna
che mormori sorprese nel velluto degli occhi
violando cerchi di magiche pietre.
 

Ho bisogno di presenza nelle parole:


bisogno di poesia.

 

 

 

 

 

venerdì, 12 giugno 2009

Il clavicembalo

          

Il clavicembalo

zan zan zan zaaaan

blum.

Il clavicembalo

zan

ricorda della causa

il peccato

volteggia con grazia

da ogni lato,

zan zan zan zaaan

clop.

I tempi dei cicisbei

molli e dolenti

da parrucche imborotalcate

e riccioli rococò

traboccanti

sono finiti. Sfiniti.

Ora stringono alla gola

quelli dei rasta- i tempi -

dai capelli trasandati.

Zan zan zan zaaan

clop.

Pilastro bianco

in nero di coltello

volteggia il cuore

volteggia il vento

al ritmo del clavicembalo

e del tamburello.

Clop, clop

zaAAAn, zan

blup!

scusatemi!  a volte mi piace giocare un po :-))

 

domenica, 07 giugno 2009

Alle Muse

A Erato

 

S'alzeranno le voci soffiate sui muri

-sopra il cielo io l'ascolterò-

camelia bianca di gennaio sul seno rosa di Eos

appuntata come spillo d'arcobaleno

nel suo canale di schiuma azzurra voci e voci riverserà:

poi quando tutto è silenzio cori si udranno

flauti dei mari scorrere fra i pini dove la pallida

Ermione la sua pazzia di vento tacerà.

 

*****************************************

aaaaaaalamanodidio

La mano di Dio

 

Verde, come il principio: sorregge rosse stelle

si apre l'universo come forma onniscente.

Nel rude albero scintillante della notte seta finissima

il nido delle tue misericordie, Signore.

Seminasti un giardino volante su cui l'uomo potesse

mirando alto lo scuro dell'occhio

sorgere alla luce.

 

Questa magica foto agli infrarossi di una nuova nebulosa scoperta dalla NASA e subito battezzata dagli astronomi -La mano di Dio-mi ha commossa ed ispirato queste rime che dedico a  Urania, Musa del'astronomia e all'amico Davide ( Davedomus ) grande appassionato di astrofisica

 

 

 

lunedì, 01 giugno 2009

Il ronzare di tutti i Re dello Shahnameh

sheherazade

 

Il ronzare di tutti i Re dello Shahnameh  - ninna nanna per un bimbo persiano-

 

Brume dense di malinconia aprirono spiragli sulle spiagge della luna.

 

Passavano Dame dagli occhi stanchi annodando

fiori di zafferano nei capelli, e passarono cavalieri essicati

con il sortilegio nelle mani danzanti, quando il vuoto si riempiva

e si muoveva per avanti.

 

Fuggi bimbo dell'oriente dalla finestra della notte

non far calpestare dai cavalieri smilzi il tuo candore

inamidato di pizzi e canzoncelle di ninnenanne

quelle tutte di cristalli a gualcire i lini in panni

che sopra il cielo di gelsomino con la sua voce di verbena

ti cantava Sheherazade. Corri a cercare due angeli rossi senz'ali

e un carro d'oro, ti porteranno al guado del sole

dove nessuno è straniero e tutti hanno viole per suonare

in una festa di  mezzestate dove fuchi e api in un cielo d'arancia

ronzano fiabe evocando tutti i Re dello Shahnameh.

 

SheherazafeFokineFokina copiashahanah2shanah

 

sabato, 16 maggio 2009

Romanza nottambula

aaaluna e venere

Romanza nottambula

 

Oltre l'orbita illusa la grande orsa tremula si ritrae

negli anfratti siderali. Riposa.

Forse possiede una tana di atomi infernali, tutti spenti.

 

Stanotte Venere ha messo fra se e la falce di luna

una grande distanza

dovrà aspettare molto prima che il gallo, ritto

sulla banderuola possa svegliarla.

 

In una desolazione di candide tende nel buio

il ragno tesse asimmetriche trame

con i suoi mille occhi osserva altri mondi crescere

o forse li sogna.

 

Si colorano di luci i richiami del golfo

un vecchio balcone decrepito sospinto dagli alisei

sembra arrotolarsi in un angolo di sonno.

 

Ringrazio e saluto con affetto tutti coloro che nonostante la mia prolungata assenza passano a leggermi e commentarmi, in particolare Romanticaperla ( Vany ) , Fayum ( Arsinoe ) Silvana Bilardi e tutti i cari amici ANONIMI.

sabato, 09 maggio 2009

Le madri

 

 

7008340-lg

 Le madri

 

Le madri sono radici  a consumarsi d'amore nello scuro della terra

sono pensieri a curve di cielo stellato

sempre

anche quando sembra che dal gomito aguzzo del monte

scenda la sera.

 

 

lunedì, 27 aprile 2009

Casta Diva

alunaaaa

 

Casta Diva

 

I puri fuochi della luna insegnano alle stagioni

in susseguirsi lento a incidere voci nell’armonia stellare

l’ovest non resta più immerso nella nebbia

il sole entra con te –la Divina-esplodendo cantiluce

eppure sei Artemide, la rotonda.

 

Casta Diva

 mi portano il profumo antico i venti

della corteccia sbrecciata di ulivi dell’Egeo

in concave insenature d’azzurro ruotante.

 

Entrano con le Plejadi fantasmi di lucciole nell’atmosfera

sibilando

seta morbida e pietra bianca che guizza: la tua voce

attimo insostanziale di gelo e fuoco

 cometa spettrale sopra i pugni levati contro l’eterno.

 

 

A Maria Callas e alla luna, due miei grandi amori.

 

 

Domani 28 aprile è il secondo anniversario della mia piccola finestra aperta sul mondo del web, non avrei mai creduto iniziando a scrivere –letteralmente costretta da un amico che mi iscrisse senza autorizzazione- che un  significato così ampio e vivo avrei ricevuto da persone veramente speciali-talvolta davvero uniche- che si sono succedute in questo arco di tempo così breve e così insieme lungo, alcuni si sono persi per strada , ma non per questo si perderà di loro il ricordo nel mio cuore, la maggioranza mi sono ancora vicini e con la loro presenza confortano e allietano questo passaggio di presenza nel mistero della conoscenza della vita.

Vi ringrazio tutti con infinito affetto, e vi porgo questo pensiero per Maria la cui voce ogni volta che la riascolto fa emergere in me attimi di commozione e di assoluta felicità assorbiti nell’emozione di lei che si fa tutt’unoo con la musica,  è l’omaggio più grande che il mio sentire possa donarvi!

 

venerdì, 17 aprile 2009

Romanza delle valigelle di giunchi

1ilsognodella raganella

 

5577569-md

 Romanza delle valigelle di giunchi

 

Le Naiadi dai timidi piedini stanno tutte fuggendo

da fiumi e stagni, non vogliono più camminare su acque rotte.

Hanno una valigella di giunchi con memoria contraffatta

e trappoline di girasoli per rane.

Verdi dita di foglie stringono le loro caviglie colme di venuzze azzurre;

a trattenerle, a fermarle.

 

Buonanotte. Buonanotte.

 

Del fiume la tenda gualcita s'è tesa : più non l'ho ascoltato

d'argento mormorare -notte nera, su pianto nero che non sale-

Parliamo di cose banali che gli Dei camminano di viola in viola

con gli anni che inciampano in mezzo.

Passano

gli anni nuovi con le Naiadi fra le ninfee, agli anni vecchi si sono mescolati:

tutti hanno una valigella di giunchi con memoria contraffatta

e trappoline di girasoli per rane

sostano sulle rive della luna a acquistare come souvenir voci di sale

ma vogliono fuggire, si vogliono scappare.

 

Buonanotte. Buonanotte.

 

 

 

mercoledì, 08 aprile 2009

...che già è ora di stelle

8596180

 

...che già è ora di stelle

 

Mulinelli in spazi deserti sollevano polveroni chiari.

 

Come fossi vecchiagiovane, feliceinfelice - certo affannata-

mi desto alla rincorsa da catalettico sonno risvegliata

in cristallo di ricordi sepolta e frantumata.

mi risaprò ombra felice fra questi amati colli

da tepore di mandorli e peschi incipriata

a fianco di secolari ulivi e cipressi solcare sentieri erbosi

folti di margherite a primavera

dalla casa di nonna al fiume e alla cascata.

Qui

dove s'ormeggia dondolando la rosa alla rosa, densa

maggese sul pergolato, feriti gli occhi in stillicio

profumato che si dilatarono per una festa di fuchi e api

assenze evoco:

 

si contrae nel moto stesso ampio e solenne la sera

 

che già è ora di stelle e l'infinito mi traspare.

5149049-md

 

 

 

 

martedì, 07 aprile 2009

Siamo tutti abruzzesi!

terremotoR375_23dic08

                                          Siamo tutti abruzzesi!

sabato, 04 aprile 2009

Il serpe

3893222-sm

                                                                     Il serpe

 

Si fece tranquilla la morte dell'estate

rotolandosi di colline a frequenze ingiallite

si giacque infine, immobile

stretta fra nuvolaglie gibbose e l'ansimare incupito

della risacca

 

di sicuro - in segreto -

acciambellato nell'ira t'allontanasti dalla pace

serpe fra i sassi

forse

il mio profilo ti parve d'un tratto lieve e gentile

schizzato morbido e liscio, acquarellandosi

 

non trovando spigoli da azzannare

sputasti dai denti retrattili su te stesso il veleno

rifiutando di capire bene la ragione

della tua ferma, scagliosa pena.

 

martedì, 31 marzo 2009

Luminosità

6133488-md

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luminosità

 

Ho solo bisogno di una spiegazione

in tralice, col fiato abbassato

( quel tuo sorridermi alle spalle s'ovatta

come lampada sul comodino )

 

fiore di melo

dolce

nel mattino

a strabiancare di luna -che è tardi  e va a dormire-

 

non fai una piega

se lo vuoi pietrifichi ogni scena.

La tua bocca s'accorda al mondo, in girotondo

-un mausoleo di piccoli marmi bianchi-

accidenti!

giochi a fottermi, lo so

ti espandi nocivo come il gas nervino

- ma ti tengo in pugno-

pezzi d'avorio scacchi che muovo a nuvole

 

-mezzo cervello-

 

luminosità.

 

 

sabato, 28 marzo 2009

e vai a capire perché

2376962-lge vai a capire perché

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dall'altra parte del cielo persisti ad abitare in fiato dolce d'isola,

disfatto in un bicchiere di rugiada del mattino.

Lecco

invece, qualcosa d'asciutto

oltre l'andrivieni scellerato dei tacchi a spillo in ticchettare

disinibito sotto gli occhi semichiusi sbavati al rimmel

-che non li ho struccati-

Ho sonno.

Ecco, ti disperdo

come le spore bianche umbrellate dei pioppi a giugno

in nevepresunta mi svegli allergie di amarti troppo

-tu dici:

parole.-

Mentre strasbatti la porta inclinata sopra un sorriso ebete

-il perché non si sa-

e io a maledirti sotto al filodendro stracolmo di radici scoperte

come il sangue che mi cola

verde

         sopra

                  sotto

                           a fianco

e poi..chissà.

Ma

dall'altra parte del cielo mi continui ad abitare

e ti bevo succhiandoti in scelte varie

 

e vai a capire perché.

 

mercoledì, 25 marzo 2009

Leggende delle fonti dei monti Pisani

guernicaPablo Picasso-Guernica

 

Monti  Pisani, Buti- Fonte al Mariotto -La rappresaglia

 

 

Si liquefaceva il giorno nel lugubre trillo dell’assiolo,

sgomento

dal sangue che incessantemente scorreva a tingere l’azzurro delle ortensie.

 

Mostro senz’occhi si giacque qui la guerra partorendo

due predatori adolescenti:

strisciarono fra degli ulivi l’argenti nell’ora mattutina –di bianco ancora

era accesa la luna,  a osservare –

Li presero alle spalle due nemici come loro quasi bambini

non poterono osservare quei chiari occhi nordici offendersi

-offendersi come Dio s’offende quando l’uomo versa umano sangue-

 

Caddero stupiti senza sapere, fra l’erba alta e le margherite gialle.

 

Si prese fuoco il sole, di tenerezze l’orizzonte a incendiare

rendendo grazie al consumarsi d’un'altra notte in un istante.

 

Fu la legge della rappresaglia a comandare: per due soldati uccisi

in venti davanti al plotone d’esecuzione a dover morire

-pendeva dalla parte dell’innocenza il piatto della bilancia-

 

Ombre, dure ombre di spine in suono sordo sfilarono fino al tramonto

in senza corpo.

 

Assorbì la limpida fonte tutto quel sangue e da quel giorno

rimasero per sempre rosse l’ortensie azzurre.

 

 

Questa leggenda nasce da una rappresaglia storicamente avvenuta alla fine della seconda guerra mondiale  e ricordata col nome della località dovee fu perpetrata ,in Buti,  sui monti Pisani " L'eccidio di Piavola" 

 

La wehrmatch in ritirata tradita dall’alleato italico, per  l'uccisione di un militare tedesco chiedeva la morte di dieci civili italiani. Furono due giovanissimi soldati della riserva   appena diciottenni, a essere colpiti  alle spalle da due coetanei partigiani che certo assorbiti dal meccanismo d'orrore della guerra non si resero conto di quello che facevano, e che se avessero potuto guardarli negli occhi...forse li avrebbero sentiti fratelli.

Ma non fu così e catturato venti inermi civili della zona-quasi tutti appartenenti a due famiglie che furono interamente decimate nella parte maschile- vennero fucilati, in realtà furono diciannove, perché si dice che:

 o fu sbagliato a contare o si volle salvare il più giovane del gruppo che aveva appena 15 anni ma i morti invece di venti furono diciannove

**************************************************

Leonardo-Testa di fanciullafanciulla Leonardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La fonte all'acqua gelata

 

Da una processione intricata di scoscesi e sassosi sentieri

da aurei castagni gravosi incoronata

improvvisa mi sorgi, da legni e sterpi pressata

e il tuo scroscio cristallino disperdi nella terra assetata.

 

Si dice che tu fossi una bellissima fanciulla troppo e da troppi amata

e che un Dio geloso ti fece scorrere d'acqua gelata

sì che neanche come acqua tu potessi essere baciata.

 

Ora schianti di vetri e cocci intorno frastagliata

nel tuo gelo ti risospingono all'oscurità  dall'origine evocata

ed eternamente piangi lacrime d'acqua gelata. fanciulla

che fosti da troppi e da nessuno amata.

 

è con molta tenerezza che vi presento questo mio scritto di adolescente e lo propongo così come l'ho ritrovato.

 

sabato, 21 marzo 2009

It's such a little thing to weep

3058964-md

It's such a little thing to weep ( piangere è una cosa tanto piccola )

 

 

Caos semovente d'eterno digrigna l'appenafatto giorno

assicurando vocazioni di luce al tempo in un bosco solo immaginato

stillando di brina s'incurvano rami a un piccolo pianto.

 

S'infittiscono nel fumo denso delle periferie scorte di palazzacci

del  diciannovesimo secolo -puoi chiamarli alveari feroci-

i giorni stesi alle finestre come panni sciorinati

in andrivieni di discussioni a insulti striduli e fami severe

 

grandi insetti a scivolare sul fiume in zampe disattente

la loro mente segretamente  a smuovere silenzi.

 

Giù in cortile senz'alberi, il selciato è sfiancato a cubetti

da bambini urlanti tutti intenti a insultare a calci

un pallone sgonfio. Il pusher dai capelli rasta

a reggersi il muro come prima intenzione, estinguendo

nell'emorragico sorriso l'insanguinare apocalittiche distorsioni

di vuoti inadempienti

 

mentre piangere - qui- è una cosa tanto piccola

un gioco d'amen.

****************

5502728-lgPs. il titolo è tratto da   una lirica di Emily Dickinson autrice cui posso solo esternare la mia devota ammirazione, essendo universalmente riconosciuta la sua Grandezza.

sabato, 14 marzo 2009

Dai baffi di miele- Silloge -

5451683-lg

                                   Dai baffi di miele- Silloge-

 

A trattini e margini scomposti ispirava la pioggia

rigagnoli dorati al lontano concedersi del sole.

 

Apparve rarefatta, guardando giù in cortile

la crocchia della Tonina, occhieggiando qualche ingenuo

spazio di calvizie in fuga dalla pezzuola a fiori.

 

Inciampava un geranio nel suo rosso, gocciolando

petali sul gatto che infastidito scuoteva, cloccando

orecchie e baffi .

 

Chissàcheoresono [ tutto in fretta mi chiedevo ]

scuotendomi anch'io dai baffi di miele

arricciati in sghembo sul tuo pensiero .                                                                                                                                                                                  

 

***********************************************************************************

 

                                    Eliotropus

 

ma quando m'ingoio il colore dei tuoi occhi

e fa rumore la ganascia d'acciaio

d'una cicala sopra un ramo, sembra sudare

l'eliotropus volto al tramonto

affaticato

d'aver seguito il sole tutto il giorno.

 

E seguo te

volgendo il pensiero ai tuoi raggi disposti

a taglio tossico

un urlo

si sibila, s'accende, ricurvo ascende

dal profondo

-non c'è scampo-

 

Sparsa di polline azzurro, riposa

la mia guancia sul tuo petto: di rose d'aria

candido, s'affabula il ritorno

palme a palma giunte o strette

in lago di morte piena che s'accerta

e silenziosa si tregua intorno

come finisse il mondo.

 

***********************************************************************************

 

                               Con giusta musica di lingua

 


avessi potuto scegliere una fine l'avrei scelta rotonda

perchè quadrata fa male

l'avrei scelta per sbaglio a calarsi oscena sulle palpebre

che mi hai restituito sbattute via dai sogni, dai tuoi occhi

indisponenti e da tutte le tue dita schive che sgusciavano

inganni

a mai più dirmi, a mai più sentirmi ostaggio dello specchio

isolato nella penombra più penombra e livida, macolata la bocca

guardandomi il rosso che sulle guance stona

con giusta musica di lingua a tremarmi in spazi.

 

************************************************************************************

 

                        Cappio d'aria senza remore

 

legasti le mie piume, unica libertà che ebbi,

con un cappio d'aria senza remore, tiranneggiando

la fragilità inconsulta delle mani, a morderle

come uva e melograni

colando rossi succhi di acini disfatti

fame

di segreti attraversati penetrando i sensi

eludendo la mia parola adombrata in sogni

che furono labbra morte abitate in colline spioventi

alberi denudati di fiori e foglie.

 

 

 

Profilo

Utente: ladilunaa
poesie anhelikax - ladylunaa - Eterno - - Tra un fiore colto e uno donato l'inesprimibile nulla. - Ungaretti

Commenti recenti

utente anonimo in Santa Sara la Nera- ...
Riddly in Avrei voluto focaliz...
michelazan in Avrei voluto focaliz...
maxilpoeta in Le tre virtù teolog...
Aleteia in Avrei voluto focaliz...
baronerosso1 in Avrei voluto focaliz...
Shulung in Santa Sara la Nera- ...
maipersempre in Avrei voluto focaliz...
utente anonimo in Avrei voluto focaliz...
fayum in Avrei voluto focaliz...

Counter


Ladylunaa su
Parolarte


Ladylunaa su
Passeggeri nel vento


Ladylunaa su
La mente e il cuore


Ladylunaa su Les Folies


Ladylunaa su
Erositylove


Ladylunaa su ROSSO VENEXIANO



Ladylunaa su Volobliquo

ad ogni vostra visita si aggiunge un petalo rosso ai fiori della luna.Grazie,a presto *loading* curiosi

categorie

alla luna
dalle rosse radici della mia ter
ladylunaa anhelikax
le mie dediche
lunaa and friends
pensieri e parole
poesie d amore
un peu fou

Archivio

oggi
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---

--- 2007 ---

Links



Copyright

Template by DreamsGraphic