Inizio con questo post la presentazione di poesie scritte a quattro mani con amici che mi onorano con la loro collaborazione
Lunaa - Alfacentauri Da ogni stella umiliato
Buio da ogni stella umiliato -magro e ossuto- attraversi indenne la follìa lucida della scogliera sconvolta e inginocchiata a tutte le bufere . Urge verso l'alto , l'assolo della luna nel gioco di luce che spezza i rumori dell'estate e che ridesta il brulichìo di lucciole maggesi irte sulle cavigliere tintinnanti dei sensi. Arrangia un coro di spume amareggiate la sua intonazione di silenzi umidi ove occhi affini si dissalano l'anima . Piove un deserto di nubi su celate lingue di cuore e non resta luccichìo di ombre cortesi a occludere caligini di lacrime che solo chiedono in sposa un'acqua di mare .
Lunaa-Alfacentauri e sono 90 VALENTINO RE DI FRANCIA ! VIOLA IN CHAMPIONS !!!!!!! OLE'
Lunaa and friends -danza di parole


Cavalli irruenti della Camargue cavalcano il vento offrendogli la criniera come bandiera.
Sulle dune ambrate calpestano erbe al sole disseccate.
Schiume urlanti e leggere uccidono l'estate nel blu cobalto di un tempestoso mare.
Sui ponti di Arles una folle luna è rimasta ancorata
dal mistral dimenticata .

MISTRAL [ nei luoghi di Van Gogh ]
Mille papaveri rossi ( dedicata a Fabris )
C'è uno strato di cera d'oro sulla tua bara -e mille papaveri rossi- I cieli in piena si riversarono sopra di te -ti avevano prediletto-
Figlio del tuo tempo generale di porte aperte ,nelle apparenze di angoli muti , giaci in questa serenità di lucciola -oltre le pietre- L'istinto ci serra alla tua folgorante forza a quel tuo puro dire di poeta,per bere ancora del tuo vino chiaro - d'inesauribile fonte- solchi di grano su cui dondolano pensieri al suono della tua voce. S'abbassa il cielo sulle colline , vecchio è il sangue incrostato di terra cruda che il sole non guarisce. C'è uno strato di cera d'oro sulla tua bara - e mille papaveri rossi -
Fra i miei commenti trovo bellissime poesie e la loro qualità e quantità non mi permette di stare al passo con i post ,e non solo poesie anche bellissimi pensieri o solo un sorriso,per questo ho deciso di fermarmi fino a quando non avrò ringraziato e salutato ogni ospite-che per me è sacro- che si è fermato nelle pagine dei fiori della luna. Se vorrete leggere altre mie poesie per ora potete farlo sui siti che troverete elencati sul lato sx del blog ,oppure su Jujol. Ancora un sorriso e un sentito grazie per ogni visitatore del mio sito.
queste rime ,omaggio a Fabrizio De Andrè sono dell'amico DAVEDOMUS
Sono fiori cresciuti nel mio petto.
GRAZIE !!!! un anno con voi Il 28 di aprile 2007 un amico -Nando ,Nandopoesie- mi costrinse,anzi letteralmente aprì il blog a mia insaputa inventandosi persino un codice fiscale ...credo che sia uno dei più bei doni mai ricevuti .Ho avuto modo di conoscere molte persone speciali ,arricchendomi ogni giorno con le vostre emozioni. Ho voluto donarvi un pensiero per un artista-poeta che penso abbia un posto importante nel cuore di noi tutti .A Lui alla sua splendida musica ai suoi testi che pur trattando l'amarezza di questo difficoltoso vivere ,riesce sempre a trasportarcene al di fuori ,nel suo mondo rarefatto di favola : lascio il compito di ringraziarvi. Ladylunaa VALENTINO -GENGIS KAN ALLA CONQUISTA DELLA CINA !!!!!
Le sottili radici nel cuore,
colora di sangue la loro tenera corolla.
Come bocche aperte al vento
nel sanguinante profumo
respirano l'alito di vita.
Sono le mie dita aperte al cielo
invocano una mano da intrecciare.
Sarà un campo di carezze appassite
petali seccati sull'orlo degli steli
perché il sussurro di un'anima abbandonata
si perde nell'erba come macchia vermiglia.
Papaveri trapassati di luce
come lumini alla mia memoria.
Mordo la terra in cui sono sepolto
e invoco il mio nome perduto.
Di me non resta che una lapide di nubi.



Lei giunse...
Lei giunse , al tramontare del sole - e non si fece fretta - Ebbi tempo i capelli di ravviare . Un raggio di luce lasciò brillare , nel verde dei miei occhi .
Lei giunse e mi disse piano : - andiamo -
e non si fece fretta .
I secoli sono passati i neri cavalli non si sono fermati nell'orbita aureolante delle sette lune. Là ho lasciato il mio cuore che per te ancora pulsava d'amore. Per sempre al tramontare del sole.
Onorata e incantata dalle ispirazioni che fior di poeti traggono dalle mie piccole cose, ne ripropongo una che mi ha particolarmente affascinata-solo perchè non posso pubblicarle tutte- volendo così ringraziare chi contribuisce all'arricchimento e alla crescita del mio spazio-blog. In quella notte qualcuno

rubò la luce
i cavalli viaggiavano al buio
confondendo il rumore degli zoccoli
con gli asteroidi in conflitto
qualcuno quella notte rubò
la musica
camminando ti incontrai
eri bella come le sette note
e profumavi di do re mi fa
quando spuntò
al mattino di quelle note
l'alba
il pentagramma nacque
dai tuoi capelli ordinati
in crocchie d'autore
il buio la luce degli occhi
e il rumore dei tuoi baci
scompligliò l'infinita turbe
stelle avanzate
come girasoli sui prati
incisi sulla pelle
l'omino dei palloncini
Nei globi stanchi dei tuoi occhi sorridono ancora sogni puri e bianchi - come quelli dei bambini - a rispecchiarsi nei colori dei tuoi palloncini. Forse neppure ti chiedevi se quel grande singhiozzo che stringevi fra le braccia fosse l'intimo silenzio del non capire perchè t'era sfuggita d'un tratto la vita fra le mani con la desolazione contorta di chi porta con se una pena estranea. E quell'ultimo tesoro che tenevi stretto fino a farti male lo hai lasciato andare... nell'immoto scorrere di spazi azzurrini son volati tutti insieme , i tuoi palloncini.
Poi un'ultima lacrima ha inciso - come un duro aratro tradito - la scura argilla , nello strazio del tuo viso.

Al mercato degli schiavi
Sono andata cercando catene - pesanti catene per te -
Sono andata cercando l'amore molto felice che non ha catene - per me -
Ti ho cercato al mercato degli schiavi.
-Non ti ho trovato -
Sono allora andata a vendermi al mercato degli schiavi con un fiore rosso fra i capelli . Mi hai trovata.
Con catene di fiori mi hai liberata.
ispirata da una poesia di Prevert

Corpora spirituum umbrae sunt,spiritus contra sunt lumina corpurum " Platone Sunt lumina ( ricordando pur nell'essenza il mio essere nulla ) Corre veloce , dalla porta rotonda della luna la luce s'affianca gotica sul profilo sbrecciato della sfinge : una follìa esagitata mi tocca -di note azzurre - ticchetta di passilibellula sulla schiena - sopra di me cammina- Lumina flamma , lampada a indagare l'inaccessibilità dei marmi [ racchiuso nudo vi dorme lo spirito ] respira i miei lenzuoli zuppi di sudori .E notti. Stelle comete fiati caldi. Forma rotonda -porta- ricorda il mio essere nulla , disconnessioni planetarie di supernove , nane ,e giovani cefelidi gialle là dove inizia e finisce l'essenza assoluta della libertà. Essere: io sono. Esistere : io esisto. " Ispirata da un passaggio nella nuova casa diLorenzoDeVanne ," Domus Laurentii" cui la dedico con stima ,aspettando ed augurando nuove forme meditative dai suoi pensieri. 
Las vida rosada dedicato a Beppe -Kinglear Al tramonto d'oro giungo alla montagna nera voglio comperare un cavallino rosso - senza bardatura - Come sella avrò lucide stelle per briglie ruberò raggi di luna voglio correre lontana dal fiume di malinconia nascosto in un'arancia - sulla via - Sembra una vela tesa sull'erba il cielo piegata a frustate dal vento : le corde sono radici di nifea -piume , nelle mie mani - Mi comprerò una barca di zucca gialla e me ne andrò con i gitani dalla bruna chioma a navigare in un oceano di stelle con ombre chiare sulla nuda pelle. [ ...ooohhhh! che bella vita mi attende ! ] Luna Gitana di Beppe-KingLear-BioJannozzi ( dedicata a Ladylunaa)
Ho capito


Sei una zingara
Una con la testa fra le nuvole
e i piedi a danzare sulle braci
Sei una di quelle,
una che preferisce andare dappertutto
tranne in paradiso
L'ho capito
quando m'hai abbandonato
sulla Route 66
costringendomi ad alzare il pollice
Ho visto come schizzavi via
Pareva che avessi il diavolo ai piedi
Non c'era uomo che potesse starti al passo
Sei passata veloce tra gl'Alberi degl'Impiccati
Hai donato loro un bacio d'addio ridendo
e da ogni tasca gl'hai cavato una borsa di trenta danari appena
Però erano davvero in tanti
con la lingua viola di fuori,
e questo ti ha messo il buon umore addosso
Avrei dovuto capirlo subito
che non era la prima volta
Avrei dovuto stare attento
ai tuoi occhi verdi di foglia
e alle tue mani di anelli d'oro
Adesso è tardi, e il mondo
sta per scoppiare un'altra volta
I predicatori sono già scesi in strada
e ognuno di loro ha una verità
che ci salverà tutti uno per uno
Io però continuo a tenere alto il pollice
Credo che prima o poi qualche matto strafatto
mi caricherà su, ed allora sarò di nuovo in pista
La prossima volta che inciamperai nei miei piedi,
Zingara, sappilo sin d'ora che di te
io non avrò pietà alcuna:
mi prenderò il piacere che mi spetta
La prossima volta non ti regalerò ori e argenti,
ma solo fresche rose che durano un giorno intero
e basta
La mia bellezza azzurra e un cuore sotterraneo -sprofondati in un oceano senza risposte- navigano su mari silenziosi. Attinee palpitanti , posate su verdi liane d'alghe si lasciano dondolare -inconsapevoli farfalle - nel brusio dei sogni per confluire nell'anima , dolci ostaggi prigionieri del tutto e del nulla. L'astro notturno in falce argentata trasmigra innocente magnetismo fuori dai cinque cancelli chiusi dei sensi attendo l'appello di luce del giorno che inerme mi riconduca allo sconfinato paesaggio delle ore.
Dormiveglia
L'antico del nuovo è alle porte. Si è impolverato di sole il mattino per farsi più lucente.
Il pesco , sciarpa sgargiante indossa sui rami che piansero , nudi.
Più rotondi si fanno i sorrisi delle rane come periscopi vivi sporgono gli occhi ad indagare i passi della primavera sull'argine calvo fioriti d'anemoni malvati.
Più chiari macinano i mulini con sorgive acque.
Ho pensato :
qui sul posto lascio il vecchio cuore uno nuovo ne avrò bagnato dal sole nascente . Vedi? colla d'amore l'ha rinvigorito , e di luce l'antico del nuovo in spiragli feroci di biancospino l'ha tutto profumato.
vorrei che la primavera fosse per tutti gli uomini di buona volontà segno d'amore e di speranza ,lasciando alle spalle gli inutili fardelli di pensieri che ci hanno tormentato
Spiragli feroci di biancospino




Bella Luna
Bella luna lucida e rotonda ,sul setoso cuscino della notte morbidamente t'adagi hai sconfitto la luce fredda delle stelle , ieratica regni . Qualcosa d'angoscia e d'oblio ti culla , poi cadi riversa sul mare : ho ascoltato nella risacca il tuo sospirare. Bella luna tutta sola stai , senza un amante che ti consola un arpeggio di giglio nasconde lacrime di plenilunio -sotto le tue ciglia d'acqua - Bella luna chiara - forse - perchè oscura. Ringrazio con tutto il cuore per i bellissimi commenti ed i messaggi che ho trovato , avrei voluto fare un post diverso, ma ho preferito lasciare che fosse la mia Musa a parlarvi di me ,con questa dedica in suo onore. 

BRUNO CIGNO
Nel tuo stagno ,bruno cigno lievi ti trastullano piccole onde di latte fitte-fitte schiume di verbene bionde in vedetta da scogliere di trecce sciolte per accarezzarti i fianchi. Su e giù squarciava le nere piume ,lama di luce offuscata dal sonno. D’intorno s’avvelenava il bosco grugnendo urla a svegliare tutti gli uccelli. C’è , nella mia nebbia clonatica del mattino una barcarella di gusci di noce in rotta verso il tuo stagno-destino. Se ti raggiungessi traversando gli azzurri saliceti piumosi mi spiaggerei colomba senz’ali perduta nella voce chiara dell’erba acqualucentepura -senza rimpianti- Nella vita ci sono sempre momenti in alternanza , dopo un pensiero triste uno di dolcezza , ed è con questo che preferisco salutarvi affidandovi al mio " Bruno cigno" e alla immensa voce di Celine Dion. A tutti coloro cui non ho potuto fare gli auguri una buona e serena Santa Pasqua 
Era partito per caso la chiazza d'amore ,rossa sul cappello Uccido Era partito ma non era tornato . in prossimità di queste feste pasquali che dovrebbero essere per tutti occasione di incontri e di serenità ( anche per chi non riconosce la grande vittoria del Cristo sulla morte , portando la Speranza di resurrezione nello spirito ) voglio avere un pensiero per le famiglie di coloro che non torneranno più a casa dal lavoro , e a loro unisco gli agenti della scorta dell'onorevole Aldo Moro di cui ricorrono 30 anni dalla morte proprio in questi giorni.Ho ascoltato in una intervista in TV la moglie di uno di loro , rimasta sola con due figli piccoli ,una donna semplice che ha dichiarato di non essersi mai interessata dei problemi della famiglia "pensava a tutto lui"...lo stato l'ha lasciata sola a crescere i figli di colui che aveva dato la vita eseguendo il suo lavoro per poche migliaia di lire e proteggere un uomo di stato.Mi ha molto amareggiata , vorrei ,in una nazione che si dice civile non dover ascoltare queste tristi ammissioni. E i figli dei morti sul lavoro di ora, 30 anni dopo, come cresceranno? Questa mia poesia era in origine dedicata a un amico morto in un incidente aereo durante un viaggio di lavoro ( Era partito per caso...non doveva andare lui ), per questo l'ho tirata fuori dal cassetto ,per abbracciarli tutti .
Era partito per caso
- forse anche lui si chiamava Pablo -
e non era tornato
dimenticato sopra la panca dell'orto
- erano maturati i fichi -
di fronte
una minuscola marina silenziosa
- la luna di brina...come aveva sobbalzato ! -
questa emozione di carta
alle gambe appallottolata -che si fermarono
mentre camminavi e ti chiamavo Pablo -
per caso
legando tutte le stelle della piccola marina
con uno spago
[ e la luna : catturata ! nella tela luccicante
di un ragno ]

VISIONI DALL'INFANZIA Fui stanza colma di jalamè preziosi -ogni losanga una stella - senza città da abitare - solo campagna - difesa da meli e ciliegi carichi di fiori rosati e ronzanti - e poi di frutti - snella figura bruna intrisa nell'anima di olivi e cipressi colline e alberi danzanti straripati dalla piena rumorosa dell'inverno - dopo che passò l'autunno - in pozze di mota gelata da rompere con ai piedi scarpe pesanti quando a gennaio -rosse le gote - pungeva la tramontana e si fermava fra le grandi fumate dei camini mentre qualche " monachina " scintillava dileguandosi a spirale innocente di fuochi e di mani sempre curiose a domandare.
Certo vi chiederete che cosa ci faccia" Recondita armonia" la straordinaria aria dalla Tosca di Puccini fra le visioni di una bambina... Sono cresciuta in una famiglia di melomani , i miei genitori con le loro bellissime voci mi cantavano insieme ;appena sussurrando " buonanotte tesor, fai la nanna bambina..." e appena sono stata in grado di emularli ho cercato di fare del mio meglio per scimmiottarli, fra il divertimento di tutto il parentado che mi trattava da grande star e storpiando le parole, la mia preferita era appunto questa romanza ..immaginate la boccuccia di una bambina che dice di Floria Tosca " l'ardente amante mia "...ha ha ha, non so perchè ma adoravo quella e tutt'ora resta la preferita queste visioni mentre scrivevo si sovrapponevano e fra tenerezza e commozione ho capito che non potevo lasciar fuori questo bellissimo ricordo.


FERITA DI VITA SUL RAMO DELL'INVERNO SILENZIOSO Ho aperto la finestra sul giardino 

Il pomo ( o Kaki ) del mio giardino , fotografato da me questo inverno spruzzato di neve. 
sorpresa ,dal grigio immoto
i pomi erano lì ,globi arancioni
stesi a sussulti sui rami bruniti
scheletriti -apparentemente senza ragione -
Pietra murata ogni voce : vi avevo appeso
anche il mio dolore ,salito in preghiera
mentre mi piegavo a secco
ascoltando piano.
I pettirossi prima, capineri poi
avevano becchettato la polpa molle
e succosa
aprendo quella dolce ferita
che come me
li saziava della vita.
IO , DONNA
Io, donna non ho bisogno di mimosa per saperlo me lo racconta,dietro l'oscuro dei vetri il vento là dove si sono impigliati gli anni o gli attimi [ che poi è lo stesso ] abbracciati stretti alla vacuità di ciò che è stato scandito [ o non c'è stato , e l'ho solo immaginato ] Io, donna ho costruito immoti castelli di dolcezze un intera vita [ troppo costretta e infine libera ] Di spine incoronata di me stessa regina indosso come veste di luce la mia pena , ogni mattina.
- MAI - La festa del tramonto era rossa sul lago d'oro. Ho visto un angelo distratto fare la giravolta e prendere il volo
Guardavo e pensavo : non potrò - mai - toccare con un dito il cielo.


GRAZIE
Dove si posa la notte? Intrisa di pensieri è simile a un uccellaccio nero ,sosta in bilico sulla tua fronte indiscreta. Di numeri del destino ìmpari tumefatti sulle ali ,ti vanti gli occhi ti si chiudono leggeri sul tuo essere e non essere calmo. Sappimi spia nuda di desiderio , vedi? la luce si stende come un lenzuolo non muove più riflessi di cenere fra le foglie plastificate dell'impettito cipresso ora vi si è posata -osando- Vieni ti porterò con me alle colline laggiù in fondo in fondo che si son fatte fontane di corallo in caduta libera a braccia aperte andremo forse volando - sfarfallando fra i gufi - sul muro basso di pietrisco cieco là nel cimitero chiuso. 


Il tragico ritrovamento dei due bambini pugliesi e la sciagura alla fermata dello scuolabus mi hanno profondamente addolorata-come tutti del resto-e il pensiero è andato alle altre migliaia di migliaia sconosciuti che ogni giorno muoiono per le più disparate ragioni.Vorrei che chinando un istante il capo pensassimo tutti quello che possiamo o che avremmo potuto fare per loro , ognuno nella propria sensibilità e possibilità, magari alzando il piede dall'accelleratore se si è in auto , o guardando gli occhi di un rom mentre tende la mano .... voglio ricordare tutti i bambini del mondo con una sola parola AMORE e con questa mia piccola poesia scritta che ero anche io una bambina -ho cominciato a scrivere a 7 anni- in un giorno di sole mentre correvo verso una giornata spensierata e una carrozzella con un bambino spastico mi si parò improvvisamente davanti... L'ANGELO In mezzo all'indifferente folla un grido ho visto un angelo del paradiso! Tutto contorto e abbandonato si lasciava guidare dalla sua stella e non volava nè le sue ali al vento dispiegava. Col cuore gli ho mandato il mio messaggio d'amore e certo l'ha sentito se sul suo muto viso s'è disegnato flebile un sorriso.
questa poesia è stata messa come commento al mio post dal BARONEROSSO ed ho piacere che venga letta da tutti in chiaro , ringraziando il caro Eligio ...giocavamo?...forse correvamo?...certamente... e siamo finiti a morire laggiù abbiamo gridato...abbiamo urlato , finchè non ce l'abbiamo fatta più... e siamo morti di paura eccoci adesso nell'aldilà cosa dobbiamo pensare di tutti voi che vi chiamate brava gente? ...non vi si bagnano le mani dalla cattiva coscienza e dal rimorso? ...e noi qua vi perdoniamo lostesso perchè nel Giardino del cielo ,si sta molto bene.
per la morte di un bambino tutto si ferma nel cielo , gli angeli lo aspettano sopra una nube di biancospino per accompagnarlo nei prati dell'eterna primavera









